di Mario Persano
Cosė denominata a partire dal 1928, da quando cioč divenne comune autonomo, era un tempo frazione di
Aieta e veniva chiamata Praia d'Ajeta, sull'antico toponimo di Praia degli Schiavoni, ossia spiaggia degli Slavi, qui portati nel sec. X dai Bizantini a difesa dei Saraceni.
Sul pendio del
monte Vingiolo, si trova l'ingresso della
grotta della Madonna, che si apre nella roccia calcarea. Fino a quando non fu trafugata, si poteva ammirare la statua lignea della
Madonna col Bambino, probabilmente del XIV secolo. Attualmente fa bella mostra di sč il marmo della
Madonna della Neve, su modello gaginesco. La campana del Santuario della Madonna della Grotta č quella del
piroscafo inglese Imballa colpito nel
dicembre 1917 presso l'isola Dino.
Nella grotta si possono seguire tracce di insediamenti umani di varie epoche, risalenti fino al
paleolitico superiore.L'isola Dino con un perimetro di 4 km e un'altitudine estesa di 65 metri, con l'isolotto di
Cirella e quella che fu un tempo l'
isola Talao, fa parte del suggestivo trittico di isole dell'
alto Tirreno cosentino. Le sue grotte sono di una bellezza insuperabile. Si pososno raggiungere in barca la grotta delle
Sardine, la
grotta azzurra, analoga a quella di
Capri, e la
grotta delle Pecore, cosė chiamata per le capricciose
formazioni stalagmitiche.