Il Villaggio Santa
Caterina a Scalea è un luogo immerso nella storia che vi permetterà
di conoscere luoghi magnifici e nascosti, standovene comodamente
alloggiati in riva al mare. In questa pagina vi vogliamo raccontare
qualcosa della città e dei dintorni che ci ospitano.
Scalea:
una
città antica al centro del Golfo di Policastro
Dove
Posta
di fronte a Capo Palinuro è uno dei paesi più antichi della
Calabria. Abitato fin dalla preistoria, assume una grande importanza
politica e strategica nel medio evo. A
testimoniarlo, alcuni materiali risalenti al Paleolitico che sono
stati trovati in una caverna adiacente la
Torre
Talao, dominante il
roccioso promontorio detto Isola di Scalea. Le notizie storiche a
disposizione parlano di un'importante città, forse di origine
italica o forse greca, che sorgeva nella pianura del fiume Lao;
mentre
resti dell'età del ferro sono stati rinvenuti in contrada Petrosa.
La
storia e le origini
Il luogo dove
oggi sorge la cittadina di Scalea è stata dimora di una civiltà
antichissima.
Erede
della romana Lavinium Bruttiorum, sorta sulle rovine della vicina
Laos, sub-colonia sibarita, fu al centro dell'interesse di bizantini
e longobardi fino alla conquista normanna. E proprio ai piedi del
castello edificato dai seguaci di Roberto il Guiscardo nacque un
borgo chiamato
Scalea,
da ascula
latino o da askalos
greco, che gli arabi proponevano come scaliath,
da cui Scalìa e quindi Scalea, per indicare la scalea a gradini di
pietra lavorata tuttora utilizzata come centro di collegamento degli
innumerevoli e suggestivi vicoli medievali del centro storico.
Svevi,
angioini e aragonesi si
succedettero nel controllo politico del paese fino alla conquista
spagnola. Le principali famiglie del mezzogiorno se ne contesero il
possedimento feudale, da Riccardo di Loria (da non confondere con
Lauria) ai Sanseverino, ai Pascale e ancora ai Caracciolo e agli
Spinelli. Presente nella rivoluzione napoletana nel 1799, Scalea
partecipò al Risorgimento con esponenti della borghesia
professionistica locale, tra cui si segnalò il medico Cupido
condannato a venti anni di carcere. Oggi si estende su una superficie
di 22 kmq e conta oltre 10.000 abitanti. Si trova a 25 m s.l.m. ed è
diventata negli ultimi anni uno dei centri turistici più frequentati
del Sud Italia.
Intensa
l'attività commerciale e qualificati gli interessi culturali, in
continuazione dell'impegno dei grandi nomi della filosofia e della
scienza vissuti nei secoli addietro a Scalea, tra i quali ricordiamo
Gregorio
Caloprese, Gian Vincenzo Gravina, Pietro Metastasio, Oreste Dito e
Attilio Pepe
cui è intitolato il Centro studi e Ricerche sorto nel 1986.
Da
visitareNella
parte più alta c'è la città vecchia, che conserva resti di antiche
mura, mentre verso la spiaggia da tempo si è sviluppato il turismo
grazie agli hotel e villaggi di Scalea marina, con moderni
stabilimenti balneari attrezzati. La struttura medioevale della
cittadina porta i visitatori ad addentrarsi nel borgo, caratterizzato
da case concatenate da intrighi di scale.
Il
Palazzo dei Principi Spinelli
(XIII sec.), di proprietà del Comune, è la costruzione più
importante della parte bassa del centro storico, che propone alcuni
esempi delle diverse capacità artigianali delle varie epoche.
Nel borgo
antico la via principale è una suggestiva scalinata, tutta in
pietra, che conduce fino al centro antico, quindi ai ruderi del
Castello. Il maniero fu costruito dai normanni sui resti di una rocca
longobarda e ingrandito da Ruggiero d'Altavilla verso il 1060; in
seguito fu restaurato dagli svevi, dagli angioini e dagli aragonesi.
Oggi, purtroppo, ne rimangono soltanto dei ruderi.
In esso
fu firmato il
Patto
di Scalea,
con il quale si
doveva dividere la Calabria conquistata e da conquistare tra Roberto
il Guiscardo e Ruggiero suo fratello. Verso il 1250 vi nacque
Ruggiero di Loria (o
di Lauria), che poi divenne grande ammiraglio di Aragona e durante il
regno di Napoli fu conosciuto come il vincitore della guerra dei
Vespri Siciliani.
Nella
parte alta del paese svetta il campanile della cosiddetta
Chiesa
di Sopra, dedicata
alla
Madonna del
Carmine,
festeggiata il
16
luglio di ogni
anno. La Chiesa è antica e ricca di opere d'arte: nei primi secoli
dell'era cristiana fu sede provvisoria vescovile. La parte bassa del
centro antico, invece, è sovrastata dall'imponente struttura della
Chiesa di Sotto, di origine bizantina, dedicata a San Nicola in
Plateis (sec. XIV).
Nell'abside
ha resti di costruzioni gotiche e, nella parte inferiore, la Cripta
dell'Addolorata con volte a crociera rette da colonne. Nel corso di
lavori di restauro sono venuti alla luce numerosi affreschi. Ospita
il mausoleo dell'ammiraglio Ademaro Romano.
Interessanti,
infine, gli affreschi bizantini nella chiesa dello Spedale, la Torre
Cimalonga (sede di un antiquarium) e i ruderi del convento
francescano.